Jacob Levi Moreno

Avendo per palcoscenico il prato fra la storica antica .chiesa di Plymouth e l'Istituto di Plymouth, una ventina di giovani seguaci di Tespi hanno rappresentato ieri.pomeriggio con vivezza alcune scene della Convenzione democratica, sotto la regia spontanea del dottor Jacques Moreno di Vienna.

Ragazzi e ragazze, dai 4 ai 16 anni, sono allievi della Scuola dell'Improvvisazione del dottor Moreno, unico istituto di questo genere in America. Il dottor Moreno organizzò la Scuola dell'improvvisazione a Vienna nel 191o ed essa è divenuta poi un vasto movimento anche all'estero. L 'opera da lui svolta con gli scolari della classe di Miss Beatrice Beecher, dell'Istituto di Plymouth, è da considerarsi un totale distacco dalla vecchia concezione del teatro che c'è nel nostro Paese. I giovani, entrati nello spirito della Scuola dell'improvvisazione che, come dice il dottor Moreno, trae in superficie la loro capacità creativa, hanno interpretato a loro modo gli aspetti, i fatti e i personaggi della Convenzione. Un ragazzino, che impersonava il maggiore Walker, era cordiale e sorridente proprio come l'attivo funzionario cittadino. Una bimba di 10 anni rappresentava la signora Wilson (moglie di Woodrow), agendo da paciere! fra i due partiti. Tra i momenti più divertenti della  commedia improvvisata sono state la scena dei contrabbandieri d'alcool che si prodigavano nel loro commercio fra i delegati accalorati, quella di un cowboy che agitava il lazo, e un focoso discorso del senatore Reed.

“Quando al bambino si dà uno spunto, egli reagisce prontamente”... “Esso trae alla superficie la capacità creativa dei bambini. In quest' era della macchina noi veniamo schiacciati, rinchiusi; la nostra originalità è soffocata. Questo movimento dell'Improvviso deve rappresentare la nostra salvezza dal diventare soltanto delle macchine”.

 


Sociodramma alla Komoedienhaus (Wiener Mittagszeitung, 2 aprile 1921)

Il drammaturgo si presenta al pubblico come Buffone del re, che va in cerca del Re del Mondo, quel Re che non può essere scelto, ma deve essere riconosciuto perché esiste come idea ed ha il suo vero habitat nel cuore dell'umanità. La presentazione è stata accolta dal pubblico con applausi ironici, che in certi momenti hanno addirittura impedito la prosecuzione. Ma c'erano anche alcuni, del gruppo di Werfel, che hanno preso vigorosamente le difese del poeta misterioso.


(Paul Stefan, Die Stunde, Vienna, 5 maggio 1924)

Vienna ha una compagnia, diretta da J.L. Moreno, che, invece di recitare battute scritte, le improvvisa sul momento. Vi garantisco che può essere più divertente e più notevole di tutte le opere dei nostri classici, compreso Strindberg.


(Richard Smekal, Neues Wiener Journal, Vienna, 16 giugno 1924)

Neppure la più scatenata fantasia può prevedere quel che accadrà. Solo l'esperienza diretta può consentirci di capire il pieno significato della loro rappresentazione. È un errore considerare l'improvvisazione semplicemente come sostituto del teatro convenzionale. Visto nella giusta luce, questo esperimento è il più interessante e il più stimolante del momento.


 (Joseph, Welt Blatt, Vienna, 21 aprile 1924)

Il poeta sta in mezzo ai suoi attori e comunica loro la sua idea. Subito dopo si alza il sipario ed essi cominciano a recitare. Il lavoro, intitolato immaginazione, “era semplice, pieno di attrazione e creativo nella presentazione”.


 (Robert Muller, Prager Presse, 13 marzo 1925)

In contrasto e successivamente al teatro-problema del nostro tempo, il Teatro dell'improvvisazione di Moreno offre un'autentica ricreazione e prospettive assolutamente nuove... Gli spettatori sono gettati nel cuore di una situazione nuova, perchè sono consci del carattere occasionale degli avvenimenti in scena. Come la vita, la rappresentazione ha il brivido e l'eccitazione dell'inatteso.


 (Dr. Hans Knudse, Berliner Boersen Zeitung, Berlino, 15 marzo 1925) 

Ricordiamoci che fu addirittura Goethe a suggerire il Teatro dell'improvvisazione. Nel II Libro, capitolo IX di Die Lehrjahre egli afferma che la recitazione all'impromptu “dovrebbe essere introdotta in ogni teatro. La compagnia dovrebbe esercitarsi regolarmente in questa pratica, e il pubblico certo trarrebbe giovamento dall'avere una volta al mese la rappresentazione di un dramma non scritto”... Quale mutamento negli scopi del teatro! 


(Leipziger Neueste Nachrichten, Lipsia, 21 dicembre 1924)

Se ci richiamiamo a quanto sappiamo della storia della nostra evoluzione spirituale, non è impossibile che il Teatro dell'Improvvisazione sia il Teatro dell'avvenire. 


 (Rheinische Musik und Theater Zeitung, 19 luglio 1924) 

Il movimento non è confinato ai circoli teatrali austriaci. La sua influenza si espande per tutta la Germania, a nord e a sud. 


 (Ariadne, Berlino, dicembre 1924) 

Il cervello è usato come repertorio. Il teatro è un teatro di sole premières, e noi ci crediamo. Esso affonda nell'ultimo sostrato dell'autentica materia del teatro. 


(Giacomo Boni, Il Sereno, Roma, 26 novembre 1924)

Maneggiano il teatro come un giornale!

 

 

 

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